Vi presento il mio nuovo libro: Bocca di Lupa.

Cari amici e lettori, è con molta emozione che mi appresto ad informarvi che, dopo cinque anni di lavoro, il 24 novembre prossimo uscirà sul mercato la mia seconda fatica letteraria: “Bocca di Lupa”. Il romanzo, edito dalla Inkwell Edizioni del Gruppo Editoriale Brancato, sarà distribuito da Mondadori:

Locandina presentazione Bocca di Lupa, Mondadori di Catania

Il piacere di condividere con voi questo progetto letterario, troverà spazio anche tra le righe di signorasinasce. A tal fine ho aperto una nuova pagina dedicata all’argomento che potete trovare in alto, nel frontespizio del sito.

“L’amore e l’inganno sono i sentimenti principali che ruotano attorno ai soggetti della vicenda: i gemelli Anna e Pietro e le protagoniste del mio primo romanzo Enea ed Andrea.
Pietro: bellissimo, despota e fragile…
Anna: sensibile, delicata e dislessica…
Enea ed Andrea: indivisibili nel loro immenso amore, nonostante la morte di Andrea le abbia divise sulla terra.
Quale mistero lega la vita di tutti questi personaggi?
Quali e quanti sono i segreti di famiglia che dovranno essere svelati?  Tra gravi peccati ed una storia che nel suo sviluppo diventa un thriller psicologico, in Bocca di Lupa il lettore viene coinvolto in una saga famigliare lunga e dolorosa, dove eventi inspiegabili troveranno soluzione solo nel coraggio dei protagonisti e nella forza dell’amore”.

 Per voi, in anteprima, la copertina del libro:

Romanzo "Bocca di Lupa" di Stefania Diedolo

“Ricordo ancora, come fosse ieri, l’attimo esatto in cui il mio cuore ti riconobbe e nel ritrovarti persi tutte le mie parole. Io pensai che nella vita desideravo solo quello: il tuo sguardo immobile, fermo su di me”.

Una storia nella storia. Un amore. Un inganno. Romanzo ambientato sul lago d’Iseo, nella bellissima isola di Montisola, tra le vie di Crema, ridente cittadina lombarda e sulle rive dello splendido mare siciliano. In un crescendo di suspense e di colpi di scena,  con uno sguardo introspettivo e da thriller psicologico l’autrice trasfigura la storia di due coppie in un ritratto della società contemporanea. Tra sentimenti struggenti e peccati mortali,  in “Bocca di Lupa” vengono narrati i fatti che porteranno il lettore a vivere, in prima persona, una saga famigliare lunga e dolorosa dove i misteri ed i segreti di tutta una vita verranno svelati solo nel finale grazie alla forza dell’amore ed alla consapevolezza che la realtà, guardata fissamente, è insopportabile (Clive Staples Lewis, Diario di un dolore, 1960.)

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La collaborazione con la Inkwell ed il lavoro svolto col mio editore, Fonzie Brancato, hanno fatto sì che anche l’opera prima ioAmo ritornasse sul mercato in seconda edizione e con una nuova veste grafica.

Ve la propongo direttamente in questo post:

Romanzo "ioAmo" di Stefania Diedolo

Per rispondere alle svariate richieste di reperibilità di ioAmo aggiungo che, oltre alla distribuzione Mondadori, entrambi i volumi saranno disponibili nelle librerie on-line ed in formato ebook dal 24 novembre prossimo.

Sperando possiate condividere con me questa nuova avventura, colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi seguono tra queste pagine come blogger e nella vita di tutti i giorni come amica, donna e mamma.

 Stefania

DSA – Disturbo specifico dell’apprendimento e… la sopravvivenza

dislessia

Quando hanno certificato che mia figlia era dislessica non ci potevo credere: aveva 8 anni. Non sapevo se piangere o ridere. Avevo dato una risposta ai mille dubbi che mi attanagliavano l’anima da troppo tempo, ma già allora avevo intuito che la sua strada scolastica sarebbe stata un bagno di sangue. Per lei e per me. Non mi sbagliavo. Sì lo so, esiste una legge a tutela: la 170/2010. Sono socia dell’A.I.D dove pago regolarmente i 40 euro di quota associativa annuale e praticamente so tutto del fenomeno. Sono meglio di un neuropsichiatra infantile, di una psicomotricista, di uno specialista del linguaggio. Conosco la normativa a memoria. Ho letto tutti i libri che parlano di strumenti compensativi, informatici e mappe concettuali. Ma che fa… se tutte queste meraviglie le sa una bancaria per caso, mentre a scuola ogni insegnante si applica poi come crede? Mia figlia studia tutto il giorno e ciò non può essere normale. Come farà a fare le superiori? La mattina è a scuola mentre il pomeriggio va a ripetizione di tutte le materie perché il DSA ha una caratteristica principale: il bisogno di essere costantemente assistito, soprattutto se oltre ad essere dislessico è discalculico e disortografico. In lei il ragionamento matematico è un giro di valzer, mentre la scrittura è paragonabile a quella di un bambino di quarta elementare. La legge parla di misure dispensative: pochi compiti, perché i bambini dislessici ci mettono il quintuplo del tempo a fare tutto; riduzione della somministrazione delle prove scritte a beneficio di quelle orali, perché i bambini dislessici hanno un’ottima memoria visiva, ma sulle righe dei quaderni si perdono come se fossero nella riserva indiana; compiti in classe con prove dimezzate con un programma per volta, perché i bambini dislessici soffrono spesso di deficit d’attenzione ed hanno la memoria corta; utilizzo di mappe concettuali nello studio e di formule matematiche e calcolatrice, perché i bambini discalculi non sapranno mai a memoria né le tabelline né le formule; l’apprendimento delle lingue dovrebbe favorire il parlato, non lo scritto, perché se un bambino scrive in italiano con un errore in ogni singola parola per un problema di trasformazione del suono in sillaba, è ovvio che non potrà mai apprendere l’inglese. I bimbi come mia figlia vanno valutati per i contenuti, non per i risultati. Se io, che non sono nessuno, l’ho capito, chi mi spiega perché ad ogni inizio d’anno scolastico devo alzare la voce brandendo le linee guida per il diritto allo studio se il messaggio è chiaro e semplice? Per non parlare del disagio che tali ragazzi vivono nella relazione con i compagni di classe, i quali tendono ad emarginarli sminuendoli di continuo. In tal caso non mi esprimo oltre perché potrei diventare esageratamente pesante con i genitori di tali progenie di vandali pieni del loro sapere. quadernoIo e Sofy teniamo duro da anni e continueremo a farlo fintanto che lo stress non ci ridurrà a brandelli, ma è una guerra che non ha ragion d’esistere.  <<Se i tuoi compagni di classe si sentono speciali, ricorda che sono solo bestie da terza elementare>>, le dico sempre per risollevarle l’umore e spronarla ad andare avanti. Ma questa… non è vita. Non lo è a tredici anni. Non lo è per me che ne ho quarantacinque. Non lo dovrebbe essere per nessun bambino, per nessuna mamma e nessun papà.  A noi serve una zattera per la sopravvivenza nel mondo scolastico. Siamo nel 2013. Tutto questo non è normale.

vignetta

Cari amici lettori, rispondo qui ai vostri commenti perchè farlo singolarmente mi costa dello sforzo emotivo ed oggi sono un pò provata. I bambini dislessici non sono ritardati, sono intelligenti, vivaci, molto estroversi e creativi.  I più grandi artisti della storia lo erano. Lo so bene. Come ho scritto sopra: sono anni che mi documento e leggo libri, manuali, articoli.  Questo post non vuole essere una denuncia, un attacco all’istituzione scolastica o una lamentela fine a se stessa. E’ la triste constatazione di fatto che, in Italia,  l’applicazione di qualsiasi legge,   diventa un pericoloso salto nel vuoto a causa della totale assenza di vigilanza sull’operato di chi dovrebbe renderle operative. I DSA non hanno scritto in fronte d’esserlo. Non si vede nulla della loro difficoltà ad apprendere. Il campo minato, nella loro vita, è solo la scuola. Fuori da quell’ambiente non sono come tutti gli altri:  sono meglio, perchè eccellono in tutti gli aspetti umani, emotivi e creativi. Io sono una mamma come tante. Non mi aspetto la luna da nessuno, ma la domanda che mi toglie il sonno è sempre la stessa:<<Perchè per gli insegnanti è così complicato vedere oltre… una grafia illeggibile o  la conta fatta con le dita?>>.

Inoltre, leggete qui (uno spot sulla dislessia)