…non hai pensato di volermi baciare?

Dopo un lungo letargo,
se devo tornare,
lo faccio abbracciando la poesia.

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Chiudo gli occhi per non vederti, ma sei un dardo conficcato nella mente. Una nuova ossessione. Il fato disatteso. Ovunque sono, il ricordo della tua camminata sopraggiunge a confondere equilibrismi e dimensioni artefatte. Ti immagino fragile e vorrei avere la forza di elevarti. Ti immagino in balia degli eventi e vorrei essere quell’abbraccio eterno che scalda. Ti sento anche se non ci sei, mi devasti anche se non lo sai. Sei una scossa emotiva in perenne stato di tensione chimica. Sei entrato di diritto nel mio sistema nervoso senza bussare. Adesso che mi hai rubato la mente a zero necessità di erotismi e umori di umidi anfratti, fingeremo di non esserci desiderati? Che non hai pensato di volermi baciare? Che non ho pensato di volerti toccare? Chiudo gli occhi per non vederti, ma ovunque sono… ci sei. Mi guardi con quello sguardo carico d’imbarazzo, mentre annego nel ricordo bianco di una camicia che avrei voluto strappare per cercarti l’anima. Chiudo gli occhi e ti penso. 

Di nuovo penso a te.

Infinitamente tu

desiderio

Ho bisogno delle tue labbra. Un’urgenza imprevista e devastante, come fossimo amanti frementi nascosti tra i portoni dei palazzi e protetti dai muri scrostati della città.
Mi chiedo cosa ti sei messo in mente dopo aver appreso che far l’amore sarebbe stato un pò come carpirmi l’anima!
Non rimuginare sulle parole sussurrate in quel teatro di provincia, alle confidenze timide dei primi incontri.  Me ne faccio carico io che ne conservo il monopolio. Se desideri le impilo e le trasformo in coreografia per una commedia melodrammatica da lasciare ai posteri.
Ora pretendo solo di sapere chi sei e cosa mi hai fatto.
Non sono quieta se rievoco quel tuo sguardo penetrante sulle mie mani. Non sono obiettiva se come in un’istantanea ti rivedo mordere ripetutamente  il labbro inferiore.
Ti aspetto nuda di preconcetti appoggiata ad un marcapiano denso di respiri e peccati. Sogno un bacio denso. Mi basterebbero le tue labbra per capire quanto son dentro te. Il desiderio di noi, seducente e delicato, ha trasformato la trepidazione dell’aspettativa in un fremito di afflizione. Mi sussultano i pensieri, le sciarpe, le impunture giallo oro del cappotto, mentre m’incendio e mi spengo al ritmo delle luci dei balconi… di un Natale già consumato, che quasi non ho avvertito passare.
Sogno i tuoi capelli ondulati tra le mie dita magiche. Le tue mani lisce tra le mie cosce calde. Il tuo sospiro arrendevole adagiato sui miei piccoli seni. Desidero una notte senza autocontrollo, senso e nome.
Mentre sono in attesa tengo gli occhi socchiusi e bacio l’aria circostante cercando d’immaginare di quale sapore sarai. Gelsomino? Ginepro? Tamarindo e limone?
Quando mi toccherai fa che non ti debba chiedere mai niente, fa che nulla sia scontato, ch’io possa bastarti. Quando mi stringerai tra le braccia, fa che tutto scivoli come pioggia sugli specchi.
Non abbiamo tempo per costruire il senso, non abbiamo una logica tangibile che possa assicurarci l’eternità.
Quand’anche fosse  solo una parentesi d’azzurro, non compromettere con infiniti dubbi l’evidenza di questo mio sussurrare piano il tuo nome, mangiami e tremami addosso, così ch’io possa sentire lo scorrere del tuo sangue dal ventre fin sotto il collo della camicia.
In questo tempo sospeso, tra paradossi e rivendicazioni, ho saputo scorgere solo un sorriso felice danzare dentro i miei occhi: il tuo. I ricordi confusi me li ha spazzati via la tua delicata innocenza, le movenze candide del tuo camminare lieve sulle punte dei piedi.
Baciami senza rimandare a domani ciò che appartiene all’istante. E’ giunto il tempo di un amore nuovo, un amore diverso. Vuoi stare con me per sempre, giorno e notte e senza eccezione… all’estremità dell’universo?

Specchio

specchio

Semplice la tua esistenza.
Come vento lieve,
soffi piano.
Senza rumore.
Non riesco a non guardarti.
Una volta ero come te.

Punto Fermo

arte di scrivere
Questo post di stamane vuole essere un GRAZIE per ieri sera. 260mila radio ascoltatori connessi durante la presentazione del libro “ioAmo” di Stefania Diedolo sulla radio web di Comoradio International, ha fatto vibrare l’anima a noi che eravamo in onda ed a tutta la sede della radio stessa. Se penso che sulla RAI gli italiani avevano Sanremo, andava in onda Masterchef ed in anteprima assoluta, con ben due giorni di anticipo, in tutte le sale cinematografiche italiane hanno proiettato “50 sfumature di grigio”, chi ha deciso di ascoltare ciò che avevo da dire mi ha solo fatto un grandissimo regalo. Garantisco che durante l’oltre ora e mezza di diretta, ho lasciato parlare solo il cuore. Spero di avervi restituito almeno in parte tutta la vostra devozione. Grazie Belinda Raffaeli per l’invito, la splendida conduzione, la tua amicizia sincera e grazie a Giorgio Todisco per la regia.

Che notte gente, non ho chiuso occhio per l’adrenalina. Ma essendo una donna che fa le cose seriamente senza prendersi mai troppo sul serio, quest’oggi indosserò subitissimo i miei panni da bancaria per caso perché la realtà resta quella che mi circonda. Svegliare un sogno non significa perderlo. Sapere di poterlo rendere reale ogni qualvolta me ne viene data l’opportunità è un grande privilegio per il quale sono grata alla vita ed agli amici.

Memo per stasera 12 febbraio alle ore 21:30

romanzo ioAmo di Diedolo Stefania
Per chi passasse dal mio blog solo adesso, vi lascio un memo per stasera. Dalle ore 21:30, collegandovi via smartphone, tablet o computer al sito http://www.comoradio.it e cliccando sul rettagolo rosso ASCOLTA LA RADIO ORA, potrete trovarmi ospite con il mio romanzo d’esordio “ioAmo”, nel salotto radiofonico di  Belinda Raffaeli. Parleremo di Donne e d’Amore avvolte dalle note dell’ottima musica italiana che ho personalmente scelto per voi. Sono tantissimi anni che non parlo al pubblico di come si sono incontrate ed amate Enea ed Andrea. Sono emozionata e felice. L’erotismo, la sensualità, la poesia e l’amore di “ioAmo” sono un incendio che lambisce la quotidianità, il verosimile, il desiderio.  Spero la cosa possa riscuotere il vostro interesse, io cercherò di essere il più semplice possibile e di divertirmi. Se non rido di me stessa, che rido a fare? Un bacio agli amici viandanti. Stefania

Critica dal web tratta da Amazon.it di pochi giorni fa: “Storia d’amore bellissima e struggente. La scrittura ricca, creativa e poetica, e poi quotidiana e sublime al tempo stesso, privata ma anche universale ne amplificano la bellezza. Ma la scrittura è anche teneramente nuda e istintiva, per l’intimità e la schiettezza delle descrizioni e per il suo frugare nelle emozioni e nei corpi delle due ragazze. Lo struggimento ne è il risultato”.

Ed io, ancora e per sempre, dico grazie ai lettori.
A stasera.

Erotismo in bilico

Con te è sempre così: zero polvere, zero allergia, zero parole. Con  occhi neri catrame mi hai svestita e poi mandata via. Procedo a piedi scalzi sulla neve, ma non patisco il gelo. Accende la mia intelligenza quel tuo infiammarmi di consueto imbarazzo. Sei così garbatamente crudele nell’impacciata voglia che hai del mio corpo. Quale epoca dovrò attendere per provarti addosso come vento caldo scirocco? L’attesa è un rogo che incendia fuochi pirotecnici nella nostra inventiva, amor mio. Non sognavo d’andar via. No, che non gradivo. Quando il tuo sguardo mi parlerà nuovamente di bisogni dolcissimi e tornerai a nascondere le mani sul fondo di tasche blue jeans, conservami stretta tra fiori e smarrimenti. Se poi si darà il caso che m’amerainon sarà mai un vero peccare con dichiarazione d’intenti o nascondiglio obbligato negli anfratti impauriti del tuo genio. Tu, che argomenti con occhi ridenti e in ogni volteggio di espressioni urli che mi vuoi, non serbarmi a debita distanza. Se persiste il sospetto che potresti anche innamorarti, sopporteremo la finzione che non sarà un tiamo credibile, ma… quanto tempo ancora dovrò attendere per intraprendere l’ascesa? Insinuare le mie cosce morbide tra le tue, tenerti il viso attiguo alle mie labbra rosse, odorare il tuo profumo e leccarti  ogni afflizione? Per quanto tempo ancora devo mandare avanti le lancette dell’orologio, affinché questo alibi diventi amore? Foderati di coraggio e maestria, ti aspetto domani sotto il faggio del lungo viale, che l’oggi è ormai sepolto in cimiteri di erotismi in bilico e rivelazioni nascoste. Lo so che lo sai. Per quanto mi fai desiderare, nel tuo sguardo scuro mi son sorpresa a scorgere le maree azzurre del mio sconfinato bisogno d’amare.

Erotica

EROTICA

Quando penso all’erotismo,
l’immaginazione mi porta a pensieri d’amore,
tra le gambe del torbido più lecito.

Se l’emozione erotica sta al cervello
come il vizio al malcostume,
il gioco erotico esige la luce accesa
tanto quanto il sesso si accontenta della più profonda oscurità.

Memorie d’arancio delicato

Era l’inverno quando,
baciando difese supreme,
hai dissolto la neve
dalle mie labbra
bianche esangui.

Ero sospesa
tra le gambe del fato.
Congelata nell’inquietudine
di rigidi intrichi.
Obbligata in giacigli
di chiodi adornati.

Era rovente il tuo respiro,
avido e penetrante;
una piccola e lusingante
lingua impaziente.

Era la fiducia a riunire
i cocci di vetro esplosi,
spargendo cristalli di estasi
nel mio ventre sigillo.

Avvertendo,
come un’arma formidabile
la tua innocenza,
hai disgregato il controllo
trasformando gli argini in carezze.

Liquefatta ero.
In caduta libera sul tuo volto,
colorai impudica il tuo derma
di spregiudicate occasioni.

Mi cercavi nel tuo scrigno,
ma io ero la tua
combinazione vincente:
aperto vibravi,
chiuso subivi.

Le catene della malevolenza
latravano in agguato,
ma il nostro sorriso bucava l’orizzonte
come un tulipano arancio delicato.