in altro luogo

STEFANIA DIEDOLO

È lunedì,  il tempo sembra non aver pietà.
Dalle finestre  la prima nebbia
ignora il mio cambio di stagione,
questo lento scivolare verso rughe
mai conosciute prima.
Maschero il corpo  e denudo lo spirito.
Mentre tutti  giocano in difesa,
io che ho finalmente
fatto a pezzi l’armatura,
sono oltre me.

Il canto del mare

stefania diedolo

Giro e rigiro in pensieri consumati perché riflettere è la mia natura, ma nel viaggio livello i bordi frastagliati dell’anima e mi concedo di scivolare via. Non troppo lontano dal reale, non troppo vicino al male. Sorridere è facile se sai cosa significa lasciarsi accarezzare dal mare. L’unico amante a cui concedo ogni torbido segreto, quest’oggi si frange nei miei occhi stupiti. Incantata di lui. Sorpresa di me.

Proprietà immagine Stefania Diedolo

Nuda

bimbo

Se fossimo liberi nelle nostre intime nudità, potremmo dipingerci arcobaleni su pelli e cicatrici. I volti grigi degli afflitti troverebbero la luce nei riverberi delle infinite nuance che la vita possiede. Ma la società impone abiti sintetici. Luci al neon. Scintille di discoteche latrine. Le pianure asfaltate di catrame… obbligano a calzari così dannatamente scomodi!

Rimpiango con dolore il parto in cui la mia amata madre mi diede al mondo. In quella partenza verso l’esistere non avevo coscienza per scegliere una vita nuda. Sin dal principio mi adornarono di morbidi cotoni e trine di ciniglia. Bastò un sol giorno per perdere la mia libertà d’Essere e dare il via a questa vergogna dal nome Apparire.

Però mi ama…

 

adolescenza4

Ti voglio bene, però mi vesto da sola. Vattene. Tu non mi fai mai le coccole. Stai con me cinque minuti? Guarda col Nintendo Ds ho battuto Supermario. Mi cambi tutte le schedine? Mi cambi il Nintendo. Odio il telegiornale. Non ho mai fame. Ho la pancia. Mi tirano le ascelle, staranno crescendo le tette? Io non voglio il ciclo. Non voglio sposarmi. Non voglio fare figli. Tu non sarai mai nonna. Tu sei infelice. Io mi voglio divertire. Viaggiamo insieme? Mi anticipi la paghetta? Voglio le cento lire con le tre caravelle d’argento, telefona al numero verde della Zecca dello Stato. Sono allergica alla polvere  ed alle graminacee minori. Quella stordita di prof. ha detto che disegno da schifo, ma io avevo un dono. L’ho smarrito? Hai chiamato la Zecca dello Stato? E’ uscito l’ultimo dvd di Diario di una Schiappa. Mi fa male il mignolo. Il naso. La gola. Il braccio. Stringe la scarpa. I nuovi stivaletti si sono allargati. Le calze pungono, le voglio lisce. Ora sfondo la casa con la batteria. Ascolta. Veramente sono usciti due nuovi dvd di Diario di una Schiappa. Ti piace la musica del Titanic versione concerto? Prendo il flauto traverso: ascolta. Mi metti la musica col pc? Real time è fico.  Balliamo? Ho perso il flauto dolce. Grazie che me lo hai ricomprato, ma l’ho ritrovato. Era nel bagno della nonna. Va bè hai speso solo dodici euro. Depiliamo il coniglio? Mi compri un altro cane? Non voglio che i miei amici abbiano il mio numero di cellulare. Sono immaturi. Da grande vorrei essere chiamata dottoressa, ma io voglio recitare. Il nostro coniglio è senza sesso. Hanno già inventato la bicicletta volante? No? Davvero? Che idea, diventerò ricca. Mamma ho impilato quaranta carte da briscola ed il nonno con uno starnuto ha buttato giù tutto. Che vuoi farci è malato ed è sordo. Non mi sente. Voglio cambiare classe. Ho preso 4 in grammatica. Ho preso 8 in storia. Non voglio alzarmi nemmeno se è mezzogiorno. Vado a caccia con papà. Non voglio più andare a caccia con papà. Ha sparato e mi è tremato il cervello. Ho imboccato Ines e lei mangiava sul serio. Faccio la baby sitter. Lo zio mi ha dato cinque euro, ho comprato i Pokemon. Mamma scusami, sono un po’ agitata. Giochiamo a nascondino in casa? Il disegno sulla pace di arte è il più brutto disegno mai realizzato al mondo. Faccio schifo. Voglio i capelli a caschetto. Secondo te mi cresceranno le tette come le tue? Al mattino non mi devi parlare, toccare i capelli. Lascia la luce spenta. Mi lavo al buio. Odio la felpa che amavo. Al mattino sono un orso, mamma ho sonno. Un mese in colonia nel 2013. Ballo per trenta giorni di fila. Se m’innamoro mi accorgo? New York arrivo. Mamma, ti amo.

Equilibrio tra nastri di seta, femminilità acerba, discussioni e dissapori giovanili.
Mi aggrappo a maglie invisibili e mi tengo a galla.
Tranne quando sono sott’acqua e bevo.
Ammazza, quanto bevo.

Coraggio di neve

neve

Il ghiaccio di queste ultime giornate ha reso il paesaggio che mi circonda lunare. Mi è molto simile… per quanto son pallida e quieta. Disincantata.  Esco a piedi. Il marciapiede adiacente la villa è bianco e luminoso. I rami e le foglie della siepe d’alloro sono  ricoperti di una morbida coltre di nevischio gelido. Respiro forte, fino a sentire gli aghi nei polmoni.

<<È freddo secco>>, mi dico. Quello che sveglia da qualsiasi torpore e impone di accelerare il passo, giusto per non morire assiderata. Meno dieci e non sentire fastidio. Non mi è accaduto mai.

Forse perché siamo alla stessa temperatura, io e la natura.

Mormoriamo gli stessi silenzi e sorridiamo anche senza alcun raggio di sole.

E come un miracolo: mi ritrovo col cuore caldo che batte.

Abbasso il cappello di lana più forte sulla testa e mi stringo tra le braccia. Sento il gelo bucare gli occhi della mente eppur son viva. Cammino veloce. Non mi urtano le luci dei balconi. La strada è vuota di sogni ed illusioni. Poi, per un istante, giusto il micron di un tempo incalcolabile… ho vibrato.

Quasi da confondermi con tutto questo gelo.

Senza curarmi delle tasche vuote, dei bottoni che cadono e dei baci smarriti per strada, ho sentito la felicità che passando… mi ha lasciato un buffo sulle guance. 

Solo quando sei una sopravvissuta puoi imparare ad essere felice di niente.

Coraggio o imprudenza? 

<<Cade la neve ed io non capisco che sento davvero, mi arrendo…. ogni riferimento è andato via>>.