#vacanze, buona la prima

stefy

I sogni non si possono rifare. Tutto ciò che è stato appartiene inesorabile alla realtà. Sento profumo di conchiglie e alghe, il mio cuore ha assunto la forma di un fiore. Tutta questa quiete avrà un senso quando tornerò dove appartengo? Vibra il sangue che scorre a fiotti, ossigenate le arterie, idratati di iodio gli occhi stanchi. I denti battono al ritmo delle onde, mi stringo in sciarpe colorate e chiudo il fiore in una scatola di velluto blu. Desiderare il mio bene significa non consumarmi in memoria di. Senza decidere mi riempio di tutto questo silenzio e godo seduta nel mio film muto.

Le contraddizioni del cuore, fanno male!

stefania diedolo
Guardo l’infinito e penso solo che mi manchi. Nemmeno la salsedine, il rumore delle onde e questa sabbia fine possono sostituire il tuo volto amato. È una questione di luce. Se ci sei tutto riverbera. Se manchi, il vuoto di questa vita diventa il sorriso bugiardo di chi è povero, ma vuole sembrare ricco. Ho sempre pensato fosse un miracolo il giorno che sgomitando ti sei fatto strada sino a me, ma ho sbagliato nel crederti un bene divino. La tua concreta presenza è umana gioia, talvolta scontata, spesso ignorata. Scusami se non riesco ad amarti come vorrei, le ferite dell’anima mi riportano sempre i medesimi specchi infranti e l’unica alternativa che possiedo per donarti il mio cuore non appartiene a questo mondo. Ma credimi quando ti dico che mi manchi. La tua assenza apparentemente scontata mi ribalta lo stomaco, mentre gli occhi umidi fingono di soffrire per i riverberi del sole caldo. I grandi amori sono spesso silenziosi, non chiedono mai niente e lasciano liberi di andare. Per tornare. Quelli che ti volti e sono sempre lì, anche quando tutto odora di andato a male e le croci sulla schiena sono tatuaggi fatti con aghi infetti. I grandi amori sopravvivono alle passioni bruciate, ai corpi consunti, alle malattie dell’anima, alle menzogne senza margine d’assoluzione. Stamane sono nel tuo sogno dove non saremo mai un errore, dove non mi pento d’esser tempesta e vento se tu sei l’abbraccio dolce che mi tiene forte. Prendimi e lasciami e parlami e ignorami e soccorrimi. Quando ti volto le spalle e inizio a correre… non sono mai troppo lontana. Vado via per odorare la tua assenza come pena e sentirmi consumare dal bisogno di tornare. Guardo questo infinito e penso che meritavi molto più di una donna sognatrice, ma il mio meglio l’ho dato a te. Oggi mi resta solo il coraggio di vivere fuori da ciò che rincorre chi è banale, la moda del momento: l’amore globale. E ti cerco in questa lontananza, ma se so che mi stai amando tutto è sopportabile, anche ogni mia più dolente incoerenza.

*** Ogni riferimento è casuale. L’arte chiama e brucia il cuore
Proprietà immagine Stefania Diedolo

Il canto del mare

stefania diedolo

Giro e rigiro in pensieri consumati perché riflettere è la mia natura, ma nel viaggio livello i bordi frastagliati dell’anima e mi concedo di scivolare via. Non troppo lontano dal reale, non troppo vicino al male. Sorridere è facile se sai cosa significa lasciarsi accarezzare dal mare. L’unico amante a cui concedo ogni torbido segreto, quest’oggi si frange nei miei occhi stupiti. Incantata di lui. Sorpresa di me.

Proprietà immagine Stefania Diedolo

Il peso di un bacio

peso_bacio
Siamo nello stesso metro quadro. Mi sfiori mentre ti sento sorridere a mezza voce. Quanto sei dolce? Non esiste in natura una sfumatura che s’intoni all’arcobaleno che ti brucia lo sguardo. Non esiste lo spazio temporale, il futuro, il lunedì. Resta che ci sei e pur con le mani in mano so sempre dove trovarti.
Hai compreso come salvarmi.
Non so com’è stato possibile, ma già che lo sai fa di te la mia domenica perfetta, ove la mancanza di equilibrio diviene il tappeto elastico dei segreti da immaginare. Quelli delle colazioni consumate in silenzio nel tardo pomeriggio, i portoni verde amaro spalancati sul cielo, le mani morbide a custodire le mie idee fragili. Intuizioni che mi destano sudata nella notte, che trascuro su fogli sparsi per casa, in bloc-notes improbabili appesi al cruscotto della macchina o incollati ai sogni mai realizzati.
Il tempo dell’amore è bugiardo e truccato. Una frase stupida o stupìta, come un “ti amo” scritto sulla spiaggia, nei fondi del caffè, sul mio cuore stropicciato. Nessuno sa che siamo nella stesso spazio secolare. Fuori piove, ma intimamente riluce un sole che mi scalderà; perlomeno finché oscillerai lieve come una tenda bianca a proteggere le mie possibilità.
Profumi gli ingredienti dell’amore e neppure lo credi plausibile. Tu, che voli e precipiti oltre le mie emotive paure…tu, mi senti? Temo non lo capirò mai. Mi commuovo, se ti penso. Non so bene come fare con te, ma sono felice quando guardiamo nella stessa direzione. Sai vivere qui, rasente i miei resti, senza mai riflettere immagini indistinte.
Quando io sono la chimica di un’architettura intricata, tu rappresenti l’emblema del mio candore smarrito. Quando tu sei il confine netto del lecito, io rappresento la tua unica probabilità di commettere un peccaminoso ed eterno atto carnale.
Il tumulto interiore è eccessivamente languido. Mi districo con fatica dai pensieri irrazionali, mentre mi accarezzi i capelli alla luce fioca di una lampada di carta.
Già domani io non sarò più io, ma tu, ovunque fuggirai, resterai il peso indelebile di un… bacio in stato sospeso… nel metro quadro di una stanza.

Tre passi… o qualcosa di più

 

3passi

Tenera è la notte,
l’incenso bruciava aromi antichi
e mia serenità diventava oro.
Il vento spostava le tende della finestra
mentre i sapori del mare facevano da eco
al mio risveglio sempre agitato.
Teso ed avvolgente.
Come un abbraccio inaspettato.
Come un calice di vino rosso sorseggiato a colazione.

La luna ritorna come ogni estate
a far l’amore nel mare.
Nel buio delle onde e nel verde
dei miei occhi una luce ha sussurrato
“vivi” ed io l’ho seguita. Rapita.
Sono prigioniera della brama di vita.
Faccio l’amore con la felicità e respiro
profumi di ambra e marmellate di fragole.

Generosa è la notte,
le essenze danzano nell’aria tanghi e tamurè.
Io sono solo una melodia.
Suonata senza posa so trasformare
il silenzio delle perdute parole in cori d’archi,
incidere un pentagramma con gocce di saliva.
Incantevole è la notte.
Nessun sogno è troppo lontano.
Nessun bisogno è mai troppo solo.

“tre passi verso le stelle, fino a sfiorarle, tre passi per avvicinarle”.