inCHiodATa

DOLORE
Quando nei sogni notturni, ritornano come ombre a creare ansia i rapporti d’amore andati a male, significa che il dolore è più grande della consapevolezza d’esser guariti e la tristezza è il substrato trasparente che riveste il nostro sorriso. Le ferite prima o poi smetteranno di far male? Esiste un limite alla sensibilità? Anche quando siamo certi di star bene, basta un cambio di stagione per ricordarci che siamo in molti ad avere un chiodo arrugginito piantato nel cuore.

Stai crollando?

stai crollandoGli umani sono alienati dall’incomunicabilità. Eppure anche un cucciolo d’uomo capirebbe che, dietro una chiusura ermetica, si cela solo il bisogno di un abbraccio. Perché la cecità emotiva è così diffusa? Gli anni scorrono lenti ed i volti che incontro sono grigi, sempre soli. Sentire le loro anime passarmi accanto e non poterle lenire è diventato immensamente doloroso. Prima ch’io possa contribuire, il tempo dell’attesa talvolta si prolunga all’inverosimile, lasciandomi in eredità il peso della consapevolezza. Beati coloro che nell’insensibilità non vedono, non sentono, non assorbono. La loro grettezza li rende immuni al dispiacere. Io sono stata generata come una spugna. Quando cammino per strada, mi porto a casa di tutto: i pensieri, le ansie, i sogni, le lacrime trasparenti, le frustrazioni e le bugie. Da piccola mio padre mi chiamava Calamita. Quanta energia. Quanto vibrare. Quanti corpi martoriati. Inutile spiegare l’inspiegabile. Fatevene una ragione quando un giorno scoprirete che quella data cosa di quel dimenticato giorno: l’ho sempre saputa. Io sento e non con le orecchie.

Le contraddizioni del cuore, fanno male!

stefania diedolo
Guardo l’infinito e penso solo che mi manchi. Nemmeno la salsedine, il rumore delle onde e questa sabbia fine possono sostituire il tuo volto amato. È una questione di luce. Se ci sei tutto riverbera. Se manchi, il vuoto di questa vita diventa il sorriso bugiardo di chi è povero, ma vuole sembrare ricco. Ho sempre pensato fosse un miracolo il giorno che sgomitando ti sei fatto strada sino a me, ma ho sbagliato nel crederti un bene divino. La tua concreta presenza è umana gioia, talvolta scontata, spesso ignorata. Scusami se non riesco ad amarti come vorrei, le ferite dell’anima mi riportano sempre i medesimi specchi infranti e l’unica alternativa che possiedo per donarti il mio cuore non appartiene a questo mondo. Ma credimi quando ti dico che mi manchi. La tua assenza apparentemente scontata mi ribalta lo stomaco, mentre gli occhi umidi fingono di soffrire per i riverberi del sole caldo. I grandi amori sono spesso silenziosi, non chiedono mai niente e lasciano liberi di andare. Per tornare. Quelli che ti volti e sono sempre lì, anche quando tutto odora di andato a male e le croci sulla schiena sono tatuaggi fatti con aghi infetti. I grandi amori sopravvivono alle passioni bruciate, ai corpi consunti, alle malattie dell’anima, alle menzogne senza margine d’assoluzione. Stamane sono nel tuo sogno dove non saremo mai un errore, dove non mi pento d’esser tempesta e vento se tu sei l’abbraccio dolce che mi tiene forte. Prendimi e lasciami e parlami e ignorami e soccorrimi. Quando ti volto le spalle e inizio a correre… non sono mai troppo lontana. Vado via per odorare la tua assenza come pena e sentirmi consumare dal bisogno di tornare. Guardo questo infinito e penso che meritavi molto più di una donna sognatrice, ma il mio meglio l’ho dato a te. Oggi mi resta solo il coraggio di vivere fuori da ciò che rincorre chi è banale, la moda del momento: l’amore globale. E ti cerco in questa lontananza, ma se so che mi stai amando tutto è sopportabile, anche ogni mia più dolente incoerenza.

*** Ogni riferimento è casuale. L’arte chiama e brucia il cuore
Proprietà immagine Stefania Diedolo