PALPEGGIAMENTO

toccatina

La scorsa settimana, dopo aver fatto una scintigrafia alla spalla, ho ricevuto scherzosamente una palpata alle natiche dal medico. Considerata l’età e complice la conoscenza che ci lega da qualche anno, non ho avuto il coraggio di mandarlo a quel paese, ma sono rimasta irrimediabilmente infastidita.

Ho giustificato l’istinto irrazionale del soggetto alimentando il dubbio che un Alzheimer galoppante si sia impadronito della sua proverbiale saggezza, benché il sospetto che abbia giocato sporco mi obbligherà a cambiare centro medico.

La pacca sul sedere è considerata un gesto burlone, ma essendo il deretano una zona erogena al pari delle cosce e della scollatura, non può essere sfiorato come capita senza consenso. Figuriamoci se ben effettuata a mano aperta.

Sull’onda del fastidio, che nel corso delle ore successive si è amplificato rendendomi al pari di una zitella isterica, ho appreso che per la Suprema Corte il gesto in sé e per sé sarebbe sufficiente per far scattare il reato di violenza sessuale. Una querela per palpeggiamento in questo caso specifico sarebbe esagerata e poi… come potrei dimostrare la “toccatina”?

Quanto tempo è rimasta adagiata la mano? Il movimento rotatorio dal sotto-basso verso l’alto-reni è stato casuale o voluto? La pressione è stata consistente tanto d’aver la sensazione d’essermi portata a casa la zampa o il tutto è stato innocentemente involontario?

Difficile dimenticare il suo sorriso soddisfatto: una bella combinazione tra la faccia di mio nonno quando riusciva a rubare la cioccolata dalla dispensa e un vecchio compagno delle elementari che mi alzava la gonna per vedermi la mutanda.

Sarà pure un reato, ma sfido chiunque a querelare un palpeggiatore che nemmeno ti aspetti. L’unico vantaggio? Se la voglio mettere sul ridere spero che questa toccata di culo mi porti fortuna.

Quella nella vita non basta mai.

Perchè si infrange la legge?

la legge

Il rispetto per gli altri è la base fondamentale per convivere civilmente in una società, ma oggi è diventato facilissimo infrangere la legge. E’ sufficiente offendere qualcuno, non pagare il canone Rai, buttare una cartaccia per terra, salire su un pullman di linea senza biglietto o ancora scaricare musica illegalmente. Siamo arrivati alla condizione in cui non ci rendiamo nemmeno più conto del reato, o più semplicemente dell’immoralità di azioni che sono diventate patrimonio della nostra cultura. Chi non ha rispettato un cartello stradale almeno una volta nella sua vita, scagli la prima pietra.

In Italia mancano norme importanti, viceversa ne abbiamo molte che appaiono inutili; forse è per questo che non vengono rispettate? I giovani che non conoscono il senso civico e pensano di mostrarsi adulti compiendo azioni irrispettose sono spesso a rischio. Se penso che domenica scorsa i carabinieri di Monza hanno multato dei ragazzi per aver improvvisato una partita di calcio in piazza, mi ritorna in mente la libertà con cui negli anni ’70 rincorrevamo palloni… nelle vie delle nostre cittadine, senza nemmeno ipotizzare che in futuro sarebbe stata un’infrazione al codice civile. Esiste una legge che vieta disturbi e molestie in luogo pubblico. Giocare a calcio in piazza, in spiaggia, al parco è giustamente considerato pericoloso per i passanti.

Anche gli adulti possono incespicare in guai giudiziari imprevedibili. E’ di questi giorni la sanzione di 1.032 euro inflitta ad un gruppo di mamme nella bergamasca, ree d’aver spalmato di marmellata fette biscottate e successivamente averle offerte ai piccoli partecipanti ad una camminata di gruppo. Non avrebbero rispettato le norme igienico-sanitarie per la somministrazione di cibo e bevande.

Se rispettare la legge non significa non infrangerla mai, ma nel caso accettare la pena, alcune leggi sono fatte per creare sicurezza o… far quadrare i bilanci? Con i tempi che corrono c’è da chiederselo, soprattutto quando i conti di fine anno dei comuni trovano la quadra grazie all’autovelox selvaggio. Non vi è mai capitato di prendere multe ove viaggiavate a 2km/orari fuori dal limite permesso? L’autovelox, spesso utilizzato in modo subdolo non tanto a scopo preventivo, quanto al puro scopo di multare il maggior numero di persone al volante e aumentare le entrate derivanti dalle sanzioni, è diventato l’orrore degli automobilisti. Premesso che tutti devono rispettare i limiti di velocità, è anche vero che i cittadini sono esasperati nel sentirsi trattati come mucche da mungere.

Un autovelox-record lo abbiamo registrato proprio nella mia città: Crema (Lombardia). Su un tratto in tangenziale con limite di 70 chilometri orari, il dispositivo attivato dal Comune nei primi 2 mesi e mezzo ha macinato 554.000 euro. Ma durante l’estate ha registrato un boom di multe: 2,8 milioni. Totale, 3,35/milioni di euro in 6 mesi.

Sbalorditivo. Eppure, se confrontiamo la nostra giurisdizione con quella di paesi come Francia, Germania, Finlandia… l’Italia appare grandemente deficitaria. Più precisamente come il Paese ove tutto è possibile perchè si può infrangere impunemente la legge senza finire in galera e pagare in alcun modo.

All’estero ci vedono come il paese dei balocchi? Sarà per questo motivo che i delinquenti romeni non migrano nel nord Europa, ove sanno che esistono pene severe e vengono invece da noi giacchè si sentono legittimati a rubare? E’ di qualche tempo fa una confessione fatta da una coppia di clandestini all’’Eco di Bergamo ove in sintesi hanno sostenuto che in Romania la polizia è cattiva, se fai un furto finisci in carcere per dieci anni e una rapina te ne costa ben ventidue, mentre l’Italia sarebbe diversa.

Diversa. In quale accezione? Positiva o negativa? Sembra un controsenso in termini. Se nel nostro Paese esistono leggi talmente tanto sbagliate o confusionarie da meritare dessere infrante, la colpa non può che ricadere sugli uomini che quelle leggi le hanno siglate, ma di fatto resta insindacabile che fino alla loro modifica le norme vanno rispettate perchè tutelano il vivere sociale. Disattenderle significa “Anarchia”.

Quindi, tornando a bomba, le motivazioni per cui quotidianamente infrangiamo le regole sono disparate. Non voglio soffermarmi sull’inciviltà, il desiderio di trasgressione, la delinquenza, il pressapochismo, l’ignoranza o il qualunquismo. Pur non essendo a favore di chi elude o sfida la giustizia, è stato dimostrato più e più volte che talvolta una legge giusta in apparenza, risulta ingiusta nell’applicazione. Mi limito a ricordare le leggi che arrestano il progresso, quelle che ledono i diritti e la dignità delle persone, le leggi che consentono di “criminalizzare” attraverso l’opinione pubblica prima che venga effettuato il processo, quelle che non esistono a tutela delle minoranze. Per non parlare di chi ha a disposizioni norme con cui legalmente ne aggira altre… traendone profitto ai danni dello Stato e quindi dei cittadini.

Pur essendo consapevoli che viviamo in una giungla legislativa in cui è difficile muoversi a causa di un sistema cavilloso ineguagliabile, non siamo avallati a non osservarlo. La legge va rispettata, diversamente si rischia una nuova babilonia. Diverso è combattere affinchè la normativa che riteniamo confusa e contraddittoria venga modificata.  E se proprio dobbiamo disattenderla… che sia perlomeno per una buona causa, ove pagheremo con consapevole orgoglio le conseguenze legali.

Essere corretti nei confronti della nazione d’appartenenza è una protezione più che un ostacolo, benchè non posso esimermi dall’aggiungere – senza necessariamente apparire anarchica e rivoluzionaria – che il vero progresso non nasce dal mondo conservatore, ma è figlio di una disubbidienza intelligente.

“ricordati di disubbire”, cantava Ermal Meta a Sanremo

Basta confessionale, i peccati si dicono on-line.

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Per lo sconcerto che mi ha agguantata, sarò breve e concisa:

nei mesi scorsi  una nota testata giornalistica ha narrato che  due sacerdoti di Pavia hanno creato un sistema innovativo di confessione on-line. Nella mia ingenua formazione da cattolica poco praticante, ma fedele alla tradizione,  ho sempre  ritenuto che la confessione fosse un momento di raccoglimento e pentimento. Mi sono forse sbagliata?  Parrebbe che anche i Ministri di Dio stiano cedendo alla tentazione comoda di poter confessare 24 ore su 24 tramite mail, senza necessariamente essere vincolati alla presenza fisica nella casa del Padre. Un po’ come il trend in ascesa del web shopping grazie ad Amazon e simili.

Stante la penuria di fedeli, mi chiedo: non sarà grazie agli inginocchiatoi scomodi out ed alle grate dei confessionali bandite, che gli apostoli della Madre Chiesa pensano di aumentare il numero dei followers del Maestro Gesù?

I fedeli, seduti innanzi a schermi asettici, hanno la possibilità di regolare le pendenze con il Paradiso direttamente da casa propria in ciabatte e mutande. Non sarà nemmeno necessario iniziare il rito con il segno della croce, basterà inserire login e password. Il programma consentirà di scegliere tra svariate tipologie di peccati, da quelli mortali a quelli veniali e per chi non conoscesse la definizione tecnica della trasgressione compiuta, esiste anche un elenco delle colpe. La chiusura della confessione non sarà di rito con la recita di una decina di Ave Maria e altrettanti Padre Nostro, bisognerà cliccare sulla scritta lampeggiante rossa «Amen» e aspettare che sullo schermo compaia il segno della confessione con indicato il giorno e l’ora fissati per passare in Chiesa a «ritirare» l’assoluzione. Addio quindi alle formule di rito ed anche alla sostanza di una confessione che negherà al fedele devoto il conforto della parola, il contatto umano, lo sguardo che non giudica, il sorriso che consola.

Sarà il progresso che avanza, ma in tutto questo io ravvedo lo zampino del demonio; sono improvvisamente diventata una donna  antiquata e poco avvezza alle modernità? Probabilmente è solo più facile confessare un omicidio davanti ad un monitor che di fronte a una giuria, mi avrebbe risposto Friedrich Dürrenmatt.

Perchè allora mi sento a disagio?

Semplice: è una fake news😂😂 scoperta stasera grazie all’aiuto di Primula che ringrazio. 

C’è chi vorrebbe cavalcare una Ferrari e chi indossare un pannolino…

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Meno di un mese fa, durante la proiezione del programma Le Iene, sono passati due speciali dedicati agli Adult Baby. Per chi non avesse visto il format e non sapesse di cosa sto parlando, si tratta di esseri umani denominati “adulti bambini” che trovano serenità e conforto quando possono regredire all’infanzia, frequentare un asilo ove utilizzare ciucci e biberon al cospetto di maestre che li imboccano trattandoli come se veramente avessero pochi anni di vita, ma soprattutto poter indossare e utilizzare il pannolino. La proiezione del primo video, ove si vedono adulti vestiti da infanti che colorano a terra, vengono imboccati, accuditi e coccolati,  ha scatenato nel web una vera e propria battaglia mediatica che non si è limitata alla presa di coscienza di questo mondo parallelo, ma come nel peggior thriller all’italiana ha aperto le fauci dei leoni da tastiera, che improvvisandosi gesù cristo hanno iniziato a tirare madonne senza tregua contro gli amanti del genere. La pratica, molto più conosciuta all’estero che non in Italia, sta prendendo piede anche nel nostro Paese da quando un’associazione ha creato eventi ad hoc tramite una pagina di Facebook. Posso umanamente comprendere che passare dai forum (ove la dimensione era vissuta in assoluta solitudine) alla realizzazione di veri e propri asili con al massimo sei partecipanti, quattro adulti bambini e due maestre, dev’essere stato un sogno realizzato per chi sente il bisogno incessante di questa tipologia di assistenza fisica e psicologica.

La psicopatologia sessuale connota il bisogno di regressione infantile come una forma di parafilia. Il termine definisce una serie di comportamenti sessuali che nulla hanno a che vedere con l’atto canonico della riproduzione. Le persone parafiliche usano espressioni come fantasie, impulsi, perversioni o deviazioni sessuali. Terminologie che danno un’idea immediata sulla gravità del disturbo. All’interno di questa definizione esistono anche le più conosciute caratterizzazioni come il bondage, il masochismo, il sadismo, l’esibizionismo. Quando invece le parafilie arrecano danno ad altre persone entriamo nel campo dell’illecito ove può essere chiamata in causa anche la Giustizia, vedete ad esempio la pedofilia.

Tornando agli Adult Baby… è ovvio che i telespettatori, innanzi alla scoperta, abbiano immediatamente provato una sorta di repulsione e condanna. In tal caso però è utile precisare che coloro che guardando Le Iene hanno confuso l’infantilismo con la pedofilia sono caduti in uno scontato errore di associazione mentale. La pedofilia è la preferenza sessuale dell’adulto per i bambini in età pre-puberale. Contrariamente, gli infantilisti hanno il desiderio di essere dei neonati loro stessi.

Quindi, di cosa stiamo parlando?

Si tratta di una pratica in un contesto innocente ove la parte sessuale è limitata alle carezze e utilizzo del borotalco durante la fase del cambio pannolino o di un desiderio d’indossare il pannolone che in quanto feticcio è quindi caricato di un significato che può concludersi anche col raggiungimento dell’orgasmo?

Personalmente il dilemma non mi sfiora, nel senso che proprio non sono affari miei; ciò che mi ha attratta dell’argomento è stato scoprire come un disturbo estremamente grave dell’area affettiva, originatosi probabilmente a causa di violenze subite, traumi psicologici devastanti o mancanze primordiali, possa ridurre l’essere umano in tali condizioni. L’esperienza narrata dalle Iene si limita a definire l’infantilismo un vero e proprio bisogno psicologico di ricevere coccole, affetto, attenzioni, con la finalità di dimenticare i problemi quotidiani e colmare un vuoto esistenziale formatosi sin dalla prima infanzia. Sfortunatamente non esistono studi scientifici abbastanza ampi condotti sulle cause che portano adulti single o in coppia a nutrire tale bisogno, ma la questione  è molto più diffusa di quanto si possa credere considerato che i siti specializzati nella vendita di ciucci, pannolini, giochini e pigiamini per adulti fatturano centinaia di dollari l’anno.

La maggior parte degli Adult Baby non cerca aiuto nella psicoterapia e potrebbe non voler praticare attività sessuali mentre gioca il ruolo del bebè, dal momento che non è un’attività tipica di un neonato. Purtroppo nel video trasmesso dalle Iene… c’era una coppia (ufficialmente tale anche nella vita quotidiana) che durante il cambio pannolino si è lasciata andare ad effusioni sessuali. Il programma, non avendolo chiarito subito, ha incentivato l’accanimento della rete che, sotto shock per le immagini, si è rivelata essere terribile, cattiva e ignorante innanzi a tutto ciò che è considerato “diverso”. Come il mercato insegna: se c’è un’offerta significa che c’è una domanda. Nel momento che le due attività si incontrano: nascono gli asili per adulti e noi cosiddetti normali, dovremmo farci un titillo di cazzi nostri.

Se esiste un mondo che gli umani non possono neanche immaginare, quello è il mondo delle parafilie. Comprensibile lo stupore, ma sinceramente innanzi alla visione del primo video… ho provato dolore. L’infantilismo non è una trasgressione ove la gente infrange consapevolmente delle regole personali o sociali, è una fissazione irrazionale in cui la persona coinvolta prova dei bisogni che non riesce a controllare perché non sta bene. Ritengo inoltre… che aver filmato all’insaputa dei diretti interessati ciò che è accaduto in quell’asilo per adulti, sia stata una vera violazione della loro privacy. Le persone coinvolte, oltre a non aver ammazzato nessuno, hanno subito la beffa di ritrovarsi in seconda serata su Italia 1 e successivamente a dover scendere in campo per un arringa difensiva in un secondo video (stavolta concordato) perchè minacciati di morte dagli stessi italiani che non credo siano tutti senza fantasie e dediti al giardinaggio. Sarò onesta: ho provato svilimento innanzi allo zoo di persone che invece di mettersi in gioco e studiare il fenomeno per quello che è, ha iniziato a scavare con la sola smania di trovarci qualcosa di sporco. Continuiamo pure ad essere uno spaccato di mediocrità ed odio gratuito; finché ci acconteremo di commentare il gossip come se fossimo al mercato del pesce, non capiremo mai che se l’Italia è un cumulo di paradossi è soprattutto grazie alla nostra dirompente superficialità.

… la comprensione

smack

Non sapevo immaginarmi con te, finché un giorno mi hai detto che non avresti mai smesso d’aspettarmi.

Son trascorsi molti inverni prima che iniziassi ad avvicinarmi a piccoli passi. Quel tuo profumo di limone confondeva le mie percezioni; non sapevo cosa fare. Non volevo illuderti, ma nello stato in cui stavo non potevo vederti.

Avevo il cuore bendato, l’anima lesa, la pelle un campo di battaglia, l’olfatto intasato e le mani protese altrove in un ultimo perenne danno verso la mia dignità.

Quel pomeriggio che siamo incespicati in un bacio al contrario e ti ho sentito dentro, ho creduto di non essere io. Lentamente mi stavi conducendo verso un porto sicuro chiamato –rinascita-.

Ed io, che credevo d’esser sbagliata, ho dovuto convincermi di non esserlo mai stata. Mi hai obbligata a guardarmi allo specchio sussurrandomi che le mie imperfezioni erano solo fili d’oro e argento, i miei difetti… diamanti rari.

Chi ti ama veramente non ci pensa proprio di volerti cambiare… pensa ad amarti e basta.

Testamento Biologico: l’Italia è finalmente pronta per una legge?

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Premetto che non ho un buon rapporto con la morte. Avendola vista distruggere le persone che amo, tendo a ignorarla. Ciò nonostante sono da sempre una  sostenitrice della libertà di scelta nella cura dei malati. Qualche giorno fa ho letto una articolo sul Testamento Biologico che se da un lato mi ha fatto ben sperare, dall’altro mi ha creato non poche preoccupazioni.

Dopo il caso Englaro… i partiti avevano promesso una norma sul fine vita entro pochi giorni. Purtroppo son passati anni e siamo ancora al palo. In Italia è sempre complicato legiferare. E’ impensabile riuscire a stilare una legge che conceda il diritto di rinunciare lucidamente alle cure e spegnersi come da decorso naturale della malattia?

Da qualche anno la stessa visione degli italiani sull’argomento è profondamente cambiata. Probabilmente le esperienze vissute a fianco di parenti, ove l’accanimento terapeutico ha reso la morte un evento da procrastinare contro natura… sta risvegliando le coscienze collettive. Non saprei dire.  In ogni caso, se escludiamo i casi più sconcertanti che sono entrati nelle nostre case attraverso i media, in Italia sono a migliaia gli esseri umani che ogni giorno lottano con sofferenza contro malattie inguaribili. Ne conosco alcuni e non sto a spiegarvi lo strazio. Lasciar decidere le persone quali terapie accettare e quando fermare quelle cure che si ritengono sproporzionate se un giorno non potessero più farlo direttamente, non è umano? Da un decennio sono state presentate svariate proposte di legge che puntualmente cadono nel vuoto, nel vizio, nell’ipocrisia. Ma… finalmente da qualche settimana a Montecitorio è approdata una proposta di legge che chiama in causa il TESTAMENTO BIOLOGICO: uno strumento giuridico che ha risvolti sulla vita di ogni persona, ma che ha una valore più ampio relativo alla sfera dei diritti civili.

Nella pratica (così ho letto in quell’articolo), con questa legge si prevede:“ che ogni persona capace di intendere e di volere, in previsione di una futura incapacità di scelta delle cure, possa esprimere il consenso o il rifiuto rispetto ai trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali, attraverso le Disposizioni anticipate di trattamento (Dat). Inoltre, ognuno potrà nominare un fiduciario che sia disponibile a parlare con i medici, e per il medico le Dat saranno vincolanti. Ovviamente potranno essere modificate in ogni momento dal paziente e potranno essere disattese dal medico qualora vi siano evidenze scientifiche di progressi non immaginabili al momento della sottoscrizione”.

Mi verrebbe da dire: “eureka”… nonostante un difetto macro: “Se non c’è il testamento chi decide?”.

Il mio è conservato in uno studio legale da oltre dieci anni. Non voglio restare in vita appesa ad un respiratore artificiale nemmeno mezza giornata. Mi auguro, se mai dovesse essere applicato, trovi il consenso della legge… giacché ricordiamocelo: i parlamentari devono rappresentare il volere di noi cittadini e non di loro stessi, delle loro opinioni personali o dei dettami della Chiesa cattolica. Devono soddisfare i bisogni del popolo, le necessità reali e le urgenze di una società che pur avendo dimostrato una pazienza pazzesca, non deve continuamente esser presa a sberle ogni volta che bisogna prendere una decisione per il bene collettivo. Non insistiamo nel toglier dignità a chi sopravvive appeso ad una macchina.  Almeno quella, in un paese che è allo sbando in ogni dove, facciamo uno sforzo e salviamola.

L’amore: favola o realtà?

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Tanto tempo fa mi sono presentata al cospetto dell’Amore come un tulipano carnale color bordeaux. Sono stato un fiore molto amato. Accarezzato. Guardato. Coccolato. Poi, durante un inverno di fredde solitudini… il tulipano che ero è appassito. I petali son caduti uno ad uno, lo stelo è divenuto fragile, infelice. Il vaso dove l’Amore mi aveva deposto era improvvisamente piccolo, inconsistente. Di me non stava sopravvivendo nulla, nemmeno le radici. Le stagioni continuavano a mutare ed io trascorrevo le giornate senza udire una parola. L’Amore mi aveva dimenticato in un angolo senza luce. Credendo di non valere più niente mi sono lasciata morire. In quel remoto spazio chiamato mondo ho visto arrivare altri steli, ortiche travestite da rosa, mazzi di prezzemolo truccati con gli occhi del passato, gramigna tatuata di dolcissime ed ingannevoli promesse future. Io e l’Amore eravamo ormai distanti, consumati, disillusi e contaminati. Sono trascorsi molti anni da quando l’Amore mi ha seppellito, ma nella mia ultima rinascita ho scelto d’esser Parola. Sussurrare piano. Avvicinarmi avvolgendo. Moderare il ritmo, il timbro, le sfumature. Non ho più avuto bisogno d’essere un bellissimo tulipano interrato per sentire d’avere un valore. Ho scelto d’essere un’espressione felice, le parole che si depositano leggere sulle labbra rosse dell’Amore quando mi vuole baciare, tra i suoi capelli al vento quando avverto che mi vuole abbracciare, nei tessuti che rivestono le sue carni amate se desidera farmi godere. Questa è la favola della mia vita, un sogno proibito per chi non sa comprendere la passione del nonsense, il pegno di ogni mio sorriso inaspettato. Un orizzonte fatto di carta e inchiostro, ove le lezioni d’amore sono un appuntamento quotidiano con me stessa ed il mio grande cuore.

Un breve focus obbligatorio, per un infinito dolore…

politica-corrotta-popolo-corrotto

Non posto sul blog da oltre un mese per mancanza oggettiva di tempo, ma devo dire che un 2017 iniziato nel peggiore dei modi non era propriamente ciò che auspicavano gli italiani. Ovunque volgo lo sguardo incrocio devastazione. Lo so, ne parlano tutti, ma non posso esimermi dal dire la mia. In primo luogo perchè sono una Specialista di Finanza e secondariamente perchè sono schifata ed ho bisogno di condivisione. L’Italia è economicamente in ginocchio. Attenzione, non l’Europa, parlo proprio dell’Italia. La Germania preme perché la Banca Centrale Europea attui un aumento dei tassi d’interesse. A casa loro l’inflazione cresce, mentre noi siamo al palo e pare che i consumi siano sempre in contrazione. Se Draghi dall’anno prossimo dovesse fare i conti con un probabile aumento dei tassi avete presente cosa accadrà? Registreremmo un aumento del costo del debito pubblico a livelli esorbitanti. Se da un lato la cosa mi preoccupa, dall’altro lato potrebbe essere un risveglio brusco per tutti quegli italiani che vivono sugli allori e passano il loro tempo a litigare sui social anzichè creare qualcosa di costruttivo per uscire dalla merda in cui stiamo sprofondando. Siamo in una situazione unica perchè mai registrata prima e in negativo totale sia per i crediti deteriorati delle banche che per l’incertezza politica. Draghi è certamente un grande comunicatore, giovedì scorso ha garantito che finché la ripresa non sarà robusta i tassi a breve non saliranno, almeno non prima del 2018. Sembra un traguardo lontano, ma in realtà è proprio qui dietro l’angolo. Attenderemo di esser cacciati a pedate nel sedere dall’Unione Europea o pensate che arriverà mai qualche genio finanziario in grado di aiutarci a venirne fuori con dignità? Siamo pieni di debiti, l’ultima società di rating ci ha tolto la tripla A, tra qualche anno ci compreranno così come si fa con le bestie al mercato rionale e non potremo farci nulla. Non sto scrivendo niente di troppo incomprensibile per evitare che vi stanchiate di leggermi, un sunto di economia europea basico e senza troppe pretese era doveroso, ma l’urgenza che porto in animo… di parlare di quanto sta accadendo nel centro Italia mi fa tremare le dita sulla tastiera. I terremotati del centro stanno combattendo per sopravvivere al gelo, la neve e le tendopoli. Gli animali stanno morendo di freddo e fame perché i contadini non hanno i mezzi per riscaldare e sistemare i loro ripari. E i soldi che gli italiani hanno devoluto affinché gli interventi fossero celeri sono ancora sui conti delle compagnie telefoniche… non svincolabili fino al 29 gennaio. Ultimo giorno utile per le donazioni. Viviamo il paradosso di avere 28 milioni di euro già versati, ma non impiegabili subito per far fronte alle emergenze delle ultime ore. E aggiungo… che rischiano di rimanere a lungo depositati sui conti correnti se non si accelererà la complessa procedura burocratica per renderli disponibili. Ma quanta % di bestialità vive a Montecitorio? Di che cosa diamine stiamo parlando? Lo Stato non può anticiparli? Ormai è assodato che il Governo riesce a stanziare soldi in una settimana solo per salvare se stesso. Tipo ripescare dallo sterco l’innominabile, il più grande scandalo finanziario d’Europa, un’oscenità che è avvenuta proprio qui… a casa nostra e riguarda la più antica banca del mondo: il Monte dei Paschi di Siena, governata da dirigenti provinciali e pasticcioni, che grazie a gravissimi intrecci di poteri forti, hanno causato danni economici ingenti ai risparmiatori e minato la stabilità dell’erogazione del credito alle imprese. Tutto questo “coperto” dagli organismi di controllo quali Banca d’Italia, Consob, Ministero del tesoro e BCE, che dovrebbero essere immediatamente smantellati. E i responsabili? Sbattuti in galera per gravi responsabilità penali. Alcuni giornalisti hanno scritto che si tratta di una “spy story” buona per la cinematografia, ma i nomi dei non-pagatori sono usciti. Che facciamo? Li condoniamo? Solo Sorgenia è esposta verso il sistema bancario per oltre 1,8 miliardi di euro. Non venitemi a dire che De Benedetti deve uscirne impunito e dobbiamo pagare noi italiani perché o siamo tutti delle capre, e allora Sgarbi avrebbe ragione ad insultare a destra e manca, oppure sarebbe giunta l’ora di fare una rivoluzione e rendere la vita degli italiani una cosa SEMPLICE. Parola complicata per chi da sempre spande sterco e pretende pure che dobbiamo ingoiarlo. Semplice. Come adoro leggere e scrivere questo aggettivo.

S E M P L I C E.

Un tributo alla snellezza, alle cose che si fanno subito, agli interventi celeri, al “ci penso io”, “arrivo”, “iniziamo adesso”. E invece non è così, perchè noi siamo il paese controverso, quello che si crede progressista e invece di favorire un processo di miglioramento della condizione umana, sa sempre come dimostrare di non essere all’altezza. Si dice che l’Italia sia penalizzata dal non elevatissimo livello di istruzione, dalla situazione del Sud, dalle disuguaglianze uomo-donna ed io sinceramente rido di tutte queste belle parolone scientifiche che non vogliono dire un benemerito nulla. Noi siamo penalizzati perché quasi l’80 per cento delle tasse pagate dai contribuenti finisce nelle casse dello Stato centrale e non si sa in quali altre tasche si deposita visto che quando è il momento di aprire i portafogli i soldi non ci sono mai. Siamo penalizzati perché abbiamo avuto un passato politico ove ci hanno rubato tutto, la convivenza civile, il rispetto dovuto ai cittadini, la più bella parola della nostra lingua: la libertà. Ci hanno rubato la fiducia nella democrazia, nelle istituzioni. Ci ha fregato perfino il diritto di morire in pace ed esser seppelliti o sparsi dove desideriamo. L’Italia ha trasformato il parlamento in un rifugio di corrotti, mafiosi, indagati, condannati. Ha stretto patti scellerati con la mafia. Ha sigillato tutti i suoi malaffari sotto il segreto di Stato: la storia del nostro passato recente è un enorme, schifoso e puzzolente buco nero. Come possiamo sperare che qualcosa funzioni nel bel paese delle meraviglie? I politici ci hanno intossicato l’anima con le loro chiacchiere, menzogne, barzellette, false promesse, falsi contratti, sortilegi e riti satanici. Sapete cosa dicono di noi gli stranieri? “Italiano? Ah, bella l’Italia… spaghetti, pizza e mafia”. Siamo nel 2017 e in Italia esistono tantissime famiglie che la sera non hanno il pane sulla tavola. Ai poteri forti dico: vergognatevi. A chi ha rubato dico: vergognatevi. A chi continua a dire che l’Italia va a catafascio a causa degli italiani dico: avete ragione. Non abbiamo un solo uomo che sedutosi a Montecitorio sia rimasto un uomo onesto. E’ evidente che siamo fatti male nel dna. Cosa dobbiamo aspettare, che la faglia che sta dividendo in due l’Italia ci separi anche geologicamente oltre che politicamente? L’Appennino si sta lacerando, stiamo andando a brandelli in ogni senso. Ed il mio non è campanilismo, solo un infinito… lacerante ed impotente dolore.

Cosa desideri adesso?

desiderio

Non so spiegarti cosa potrei fare se tu cadessi tra le mie braccia. Tremano anche i pensieri alla sola possibilità. Riflessioni emotive in attesa di un cenno torturano la mia mente. Solo una minuscola parola metterebbe fine a questa attesa densa di pulsioni. Ci potrebbe bastare un “tivoglio” detto piano? Incollerei queste gambe alle tue per stringerti in una danza senza musica. Senza lenzuola. Senza letto. Da molti inverni ti vengo a cercare dietro i portoni delle città, nelle metropolitane in disuso, lungo i viali gelati, sulle alture rocciose, innanzi a laghi che insieme non ci hanno potuto vivere mai. Di te mi riverbera sempre, come una costante senza tempo, il pensiero di un bacio mancato. Astratto come un respiro flebile a spostare la condensa dei nostri ansimi lontani. La voce del cuore, che instancabilmente trattiene il non detto, il non possibile, il non credibile, soccombe innanzi al sopraggiungere dell’oscurità. Nel buio posso immaginare il tuo incedere lento, le braccia allungate sui fianchi, gli occhi socchiusi per trovare i miei. Nella notte profonda posso anche permettermi di sognare la tua lingua. Vorace e instancabile, mi autorizzerebbe a goderne senza dovermi spiegare. Dire. Ammettere che mi hai stuprato la mente. Mentre incauta annego i desideri in un vecchio whisky scozzese, osservo il mondo e piango questo sfacelo chiamato umanità. Se non troviamo il coraggio di dirci che ci vorremmo accarezzare, come possiamo pensare di salvare il mondo dalla rovina più tetra? Il bisogno d’amore è ovunque, dentro le nostre solitudini, per le strade insanguinate, nella carneficina chiamata guerra di cui ci sporchiamo gli occhi, ma mai le mani. Come l’amore in stato sospeso, restiamo a guardare l’inestimabile valore della vita e dei sentimenti scorrere come un vecchio film in bianco e nero. Nessuno fa nulla per colorarlo. Da inebetiti non saremo mai i fautori del nostro tempo, ma vittime colpevoli di non aver capito che quel flebile sentire si è sempre chiamato amore.

Nella vita quante volte avete sfiorato un possibile amore che è rimasto in stato sospeso?