La mia anima è diversamente abile

diversamente abileViviamo giorni vuoti, immutabili, in successione a giorni straripanti, intensi e ansiosi. Notti d’insonnia tetra e notti d’amori penetranti. Dicono sia la quotidianità. Poi esistono giorni formalmente ordinari, in cui dal nulla cascano batoste in testa e dici che sei stato proprio insensato a restar inerme sotto un fatiscente palazzo traballante. Spostarsi era imperativo, ma non scontato. Quando accadono i fatti della vita che chiamiamo imprevisti, il più delle volte li abbiamo avvertiti ancor prima del loro manifestarsi. È la fiducia ad alimentare l’attesa che le cose possano migliorare. Ma alcune tegole prese a piombo, possono lacerare mortalmente. Allora ci si rinnova. Cambiano gli umori, le persone a cui dare speranza, la disponibilità, le risorse. Si corregge il cuore. Nonostante i colori filtrino apparentemente uguali, in verità nascono sfumature nuove. Per strada impallidiscono le anime che non ci meritano e decidiamo di non voltarci più. E già sappiamo sarà un moto irreversibile. Un istinto di sopravvivenza. Come il neonato che cerca ad occhi chiusi il capezzolo della madre. Tiriamo dritto perché una volta individuato è il punto di rottura a dare il via alla realtà della sorte. C’è chi sa volare, chi sa amare, chi sa innervosire, chi prega, chi si nutre d’invidia, chi vive e lascia vivere. Chi coltiva fiori, chi distrugge le intenzioni. E chi, come me, sa ancora sognare. Poi c’è chi si vomita sui piedi da solo ed ha l’arroganza di chiedere chi ha osato imbrattarlo. Ognuno è quel che è. La mia anima è differente. Sono diversamente abile.