Erotismo in bilico

Con te è sempre così: zero polvere, zero allergia, zero parole. Con  occhi neri catrame mi hai svestita e poi mandata via. Procedo a piedi scalzi sulla neve, ma non patisco il gelo. Accende la mia intelligenza quel tuo infiammarmi di consueto imbarazzo. Sei così garbatamente crudele nell’impacciata voglia che hai del mio corpo. Quale epoca dovrò attendere per provarti addosso come vento caldo scirocco? L’attesa è un rogo che incendia fuochi pirotecnici nella nostra inventiva, amor mio. Non sognavo d’andar via. No, che non gradivo. Quando il tuo sguardo mi parlerà nuovamente di bisogni dolcissimi e tornerai a nascondere le mani sul fondo di tasche blue jeans, conservami stretta tra fiori e smarrimenti. Se poi si darà il caso che m’amerainon sarà mai un vero peccare con dichiarazione d’intenti o nascondiglio obbligato negli anfratti impauriti del tuo genio. Tu, che argomenti con occhi ridenti e in ogni volteggio di espressioni urli che mi vuoi, non serbarmi a debita distanza. Se persiste il sospetto che potresti anche innamorarti, sopporteremo la finzione che non sarà un tiamo credibile, ma… quanto tempo ancora dovrò attendere per intraprendere l’ascesa? Insinuare le mie cosce morbide tra le tue, tenerti il viso attiguo alle mie labbra rosse, odorare il tuo profumo e leccarti  ogni afflizione? Per quanto tempo ancora devo mandare avanti le lancette dell’orologio, affinché questo alibi diventi amore? Foderati di coraggio e maestria, ti aspetto domani sotto il faggio del lungo viale, che l’oggi è ormai sepolto in cimiteri di erotismi in bilico e rivelazioni nascoste. Lo so che lo sai. Per quanto mi fai desiderare, nel tuo sguardo scuro mi son sorpresa a scorgere le maree azzurre del mio sconfinato bisogno d’amare.